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Cari amici, vi raccontiamo la storia degli 'Uomini vestiti di nero' e della bambina che trovò una creatura caduta dallo spazio.
Era una notte buia e caldissima d'estate, forse la notte di San Lorenzo, quella delle stelle cadenti.
E dal cielo quella notte piovve un dono inaspettato per gli uomini del pianeta Terra. Fra quelle stelle cadenti ve ne era una che era diversa dalle altre.
Forse una navicella spaziale che aveva avuto un guasto o che si era persa fra le immense strade dell'universo. Cadde in un prato quasi come un dono, e fu trovata da una bambina, che con la curiosità e l'incoscienza che contraddistingue tutti i bambini si avvicinò allo strano velivolo. La giovane creatura rimase abbagliata da quelle strane luci e dal colore argenteo di quel piccolo mezzo proveniente da chissà dove, ma si stupì ancor di più quando scoprì che dentro vi era qualcuno. Un essere di colore azzurrino, quasi filiforme. Spaventatissimo.
La bambina lo rincuorò subito tendendogli la mano: anche se non capiva di certo la lingua dei terrestri comprendeva quella universale dei gesti. Lo portò con sé nella sua piccola casa di campagna. Gli offrì qualcosa da mangiare anche se lo strano essere non mangiava molto: probabilmente non gli piacevano molte cose del pianeta terra o forse il suo stomaco delicato non poteva mangiarle. Ma la piccola non si scoraggiava e voleva assolutamente aiutare questo suo nuovo amico, cha si guardava attorno incuriosito. Osservava i mobili, i quadri, e la bimba iniziò a spiegargli molti oggetti: gli mostrò l'enciclopedia e tante altre cose.
Lo strano esserino si rivelò molto intelligente, imparò un sacco di cose, tra cui molte parole umane, che la bimba con testarda volontà gli insegnava. Purtroppo quello che stava succedendo in quella casa non passò inosservato ai 'Man in Black', gli 'uomini vestiti di nero'. Quelli arrivarono puntuali, vestiti coi loro occhiali neri (che portavano anche di notte) le loro giacche e cravatte rigorosamente nere. Entrarono subito nella casa e presero la creatura nonostante le proteste e i pianti della bimba, che rimase sola e disperata. La bambina aveva però la fortuna di avere un padre che era astronauta e lavorava alla Nasa. Il papà sicuramente conosceva gli 'uomini in nero' e infatti rincasando (gli uomini della Nasa lavorano soprattutto di notte per scrutare le stelle ) trovò la figlia piangente e le chiese il perché; così la piccola lo mise al corrente di tutto quello che era successo. Al saper l'accaduto, il padre si comosse e decise che con lei sarebbe andato da quei misteriosi uomini, nei loro segreti laboratori sotterranei. Videro che i misteriosi agenti vestiti di scuro lo stavano interrogando per conoscere i segreti delle stelle. Il padre gli chiese con coraggio se potevano rilasciare la creatura venuta dallo spazio, ma quelli si opposero. Il mondo non era ancora pronto. Allora la bambina si mise a piangere fortemente, ma quelli sembravano essere irremovibili. Allora il padre propose loro un patto: l'uomo delle stelle sarebbe tornato nel suo pianeta, ma ogni anno avrebbe potuto riscendere segretamente sulla Terra, sorvegliato e protetto dagli uomini in nero che controllavano tutto quello che succede dentro e fuori la nostra galassia. Per fortuna quegli uomini avevano in fondo un cuore, così accettarono. In questo modo la piccola avrebbe potuto rivedere una volta all'anno il suo amico extraterrestre. E così furono tutti felici e contenti; anche i misteriosi agenti anche se non lo dimostravano perché il regolamento imponeva loro di non far trasparire mai nulla, neanche la più piccola emozione.