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Il mare d'Islanda
Questa volta vi portiamo nel mare d'Islanda, per conoscere le antiche imprese dei suoi pescatori. Buon divertimento!

C'era una volta in Islanda un villaggio di pescatori che vivevano pacifici del loro lavoro. Tuttavia, un brutto giorno comparve in mare una gigantesca creatura che impediva loro di pescare e navigare, e che si mangiava intere navi in un sol boccone. Impauriti, i marinai si riunirono sulla terraferma per decidere il da farsi e come agire. Qualcuno propose di inviare gli uomini più forti, come Martin Testadiferro e Giovanni Braccioforte, a sfidare quella creatura; ma purtroppo la spedizione non ebbe buon esito e i poveri uomini non fecero più ritorno.
Qualcun altro propose di donargli fanciulle vergini, ma era tutto inutile: il mostro (per fortuna!) non sapeva che fare delle fanciulle vergini. Trascorsero i giorni e ogni tentativo di fermare la creatura era vano. Infine, durante il consiglio dei pescatori uno di questi avanzò una strana proposta, che prima di allora non era venuta in mente a nessuno. Il pescatore propose di rivolgersi al prete stregone.
A nessuno era venuto in mente di consultare il mago perché era ritenuto da tutti un bislacco. Oltretutto viveva solo come un eremita in una remota provincia dell'Islanda, e dunque era difficile mettersi in contatto con lui.
A questo punto solo quelli che se la sentivano di affrontare un viaggio così lungo, si misero in cammino per raggiungere lo stregone. Questi fu ben sorpreso di veder sopraggiungere dei messaggeri. Dal momento che non riceveva mai visite, pensava che nessuno avesse bisogno di lui. I pescatori gli chiesero se poteva fare qualcosa contro quella creatura. Sapevano che aveva letto moltissimi libri e che era bravissimo nella preparazione di sortilegi con le erbe medicinali. Il buon uomo disse: "Verrò con voi al vostro villaggio, così potrò finalmente sperimentare sul campo le mie formule magiche e i miei amuleti".
E così si misero in cammino per raggiungere il mare per poi imbarcarsi e dare la caccia al mostro dei mari. Iniziarono a navigare e non dovettero attendere molto: la repellente creatura emerse dagli abissi e cominciò ad avanzare minacciosamente verso l'imbarcazione con l'intenzione di cenare proprio con quella. Tutti erano atterriti: c'era chi fuggiva sotto coperta e chi già pensava di ricorrere alle scialuppe di salvataggio per salvarsi. L'unico a restare calmo fu proprio il prete stregone, che estrasse dalle sue tasche alcuni libri sacri e prese a recitare formule magiche misteriose che nessuno aveva mai udito prima di quel momento: e tutto si fermò. I pescatori non capirono subito quel che era successo. Poi si affacciarono e videro che il mostro non c'era più. O meglio c'era ancora ma non gigantesco e pericoloso come prima. Era diventato piccino piccino. Della grandezza di una mela. Lo raccolsero e lo misero in una bottiglia nonostante i grugniti di rabbia e protesta di quest'ultimo. E il prete stregone fu acclamato eroe e non solo, al ritorno lo elessero capo del villaggio.
Da quel giorno il mostro imbottigliato divenne un'attrazione per i visitatori stranieri.